(*) I prezzi sono da considerarsi I.V.A. esclusa e non comprendono le spese di spedizione I bocconcini in pasta fresca sono imbustati singolarmente in bustine di carta filtro, dosi da gr. 10 circa, tutti con aroma di vaniglia Le bustine sono da gr. 15 circa, in carta filtro unita a carta politenata termo-saldante, contenenti una miscela di cereali vari schiacciati, aromi, sali minerali, zuccheri, etc. Le zollette paraffinate sono da gr. 6 circa, con paraffina alimentare e resistenti all’umidità
Bocconcini Toxiclor aroma
anice (*) I prezzi sono da considerarsi I.V.A. esclusa e non comprendono le spese di spedizione
(*) I prezzi sono da considerarsi I.V.A. esclusa e non comprendono le spese di spedizione Per informazioni o acquisto prodotti chiamare il: Nella problematica dell'igiene, la lotta ai ratti ha sempre occupato un ruolo di estrema importanza, per i risvolti igienico-sanitari che in essa sono coinvolti. Come noto infatti, questi individui sono insuperabili strumenti di contaminazione, e ciò è facilmente intuibile osservando come passino instancabilmente dalle cloache alle cucine, dalle fogne ai depositi alimentari, trasferendo ovunque, tramite le zampe, il pelo ed il muso, una gran quantità di agenti patogeni. In tale opera sono peraltro coadiuvati dai loro parassiti, soprattutto pulci ed acari, che con la massima facilità saltano dal topo all'Uomo e sugli animali domestici. E' naturale quindi, che l'ottimale riuscita di una campagna di lotta antimurina è sia legata ad una profilassi igienico-sanitaria più completa, comprendente trattamenti di disinfestazione, disinfezione, smaltimento dei rifiuti, etc. E' stato ormai appurato da tempo che tali soggetti vivono in colonie confinanti tra loro, nell'ambito delle quali ciascun individuo rispetta il suo territorio, perlomeno sino a quando non si renda conto che l'area immediatamente ad esso prospiciente sia stata per qualche motivo (interno alla colonia od esterno ad essa) liberata; sappiamo inoltre che all'interno di ciascun gruppo è presente un assaggiatore, solitamente rappresentato dall'individuo più anziano, al quale spetta il compito di controllare se un determinato alimento sia tranquillamente ingeribile oppure no. In caso negativo, come ad esempio presenza di odore umano o riconoscimento di cibo "inquinato" od avvelenato precedentemente incontrato, viene lasciata dal topo una certa quantità di urina sull'alimento stesso a mò di avvertimento per il resto del gruppo. Partendo da questi presupposti, è semplice rendersi conto che ci troviamo di fronte ad individui furbi ed "intelligenti", e che per debellare completamente ogni presenza murina nell'ambito di un'area prestabilita occorra condurre una guerra costante ed inesauribile. I ratticidi da noi impiegati sono tutti a base di uno specifico principio attivo, di origine vegetale e non chimica, il cui meccanismo d'azione consiste nell'intervenire nel processo di coagulazione del sangue e nell'inibire, a livello epatico, la formazione della protrombina necessaria alla coagulazione. In seguito alla mancanza di tale sostanza, si manifestano a poco a poco delle emorragie capillari che in pochi giorni causano la morte degli animali (5/6 gg.); il processo di intossicazione non si accompagna né a crampi né ad altre manifestazioni di dolore. Il principio attivo viene ingerito ripetutamente ed in piccole dosi dai roditori assieme alle esche, o sotto forma di polvere tracciante che opportunamente disposta lungo i percorsi dei topi, ne imbratta le zampe e la coda per essere portata sino alla bocca in seguito alle pulizie che tali soggetti sono soliti fare. Il potere di coagulazione si abbassa progressivamente senza che essi se ne accorgano. Il principio attivo provoca delle fatali alterazioni che si manifestano sotto forma di gravi emorragie interne; queste colpiscono gli organi più vitali, indebolendo così gli animali. Ciò nonostante i roditori non avvertono alcun sintomo di intossicazione sino a che non abbiano assorbito una dose di principio attivo tale da provocarne la morte e, fatto importante, vanno incontro ad un decesso praticamente indolore che si verifica per inedia; infatti gli animali che muoiono per tale causa non differiscono affatto da quelli che scompaiono per altre cause, quali ad esempio la vecchiaia, e quindi non provocano nessun allarme nei loro consimili che, nel caso inverso, finirebbero con il rifiutare le medesime esche. Inoltre i soggetti così intossicati tendono ad uscire all'aperto prima che sopraggiunga la morte, spinti da un senso di soffocamento ed evitando così lo svilupparsi, a livello delle aree bonificate, degli sgradevoli ed antigienici miasmi della decomposizione, nonché i rischi di infezione e di contaminazione di generi alimentari od altri materiali; cosicché nelle zone derattizzate con esche a base di anticoagulanti è quasi impossibile rinvenire cadaveri di animali colpiti. In termini tecnici le esche contenenti questa sostanza tossica sono dette a dosi multiple, proprio perché per esplicare il loro effetto letale in maniera "occulta" devono essere ingerite almeno per un paio di volte. E' nostra consuetudine inoltre, impiegare diversi principi attivi (sempre comunque anticoagulanti) in rotazione, al fine di evitare l'insorgere di probabili fenomeni d'assuefazione. Le esche da noi solitamente usate sono dei pellets aromatizzati al gusto di anice, formaggio o cioccolata, ed idrorepellenti; più raramente ci avvaliamo delle ormai antiquate "bustine", in quanto oltre che contenere dei conservanti che rapidamente si degradano emanando cattivo odore, risultano un cibo troppo "rischioso" per un animale che, per sua abitudine, non sosta più di qualche secondo su di un alimento per paura di essere scoperto ed ucciso. Rimanendo sempre nel campo della lotta antimurina, possiamo aggiungere che i nostri esperti possiedono anche un'ottima esperienza per ciò che concerne la progettazione, l'installazione e la manutenzione d'impianti derattizzanti ad ultrasuoni, elettronici ed a microonde, che comunque a mio modesto avviso presentano sì dei lati positivi, ma anche aspetti negativi. Tali attrezzature infatti non risolvono il problema, bensì lo aggirano in quanto, se da una parte liberano una determinata area dalla presenza di ratti, dall'altra non fanno altro che creare una "barriera protettiva" al di fuori della quale comunque i roditori continuano a proliferare indisturbati. Consigliamo sempre quindi, qualora ci venga richiesto un nostro parere, di effettuare una lotta integrata comprendente, oltre che l'installazione dell'apparecchiatura, la periodica apposizione di esche rodenticide subito al di fuori del raggio d'azione di questa. |
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